La parrocchia di Malpaga

 

TemplatemoImage03 La Parrocchia di san Giovanni Battista esiste dal 1456, anno in cui il Colleoni acquistò Malpaga, e la chiesa fu probabilmente edificata proprio in quella occasione dal capitano Generale. Con un codicillo fatto aggiungere al suo testamento il 31 ottobre 1475, il Colleoni stabiliva che per “per la chiesa di s. Giovanni di Malpaga abbiasi perpetuamente a mantenere un cappellano col salario di lire 100 imperiali e col dovere al cappellano di celebrare quotidianamente la messa in detta chiesa, ed amministrarvi i sacramenti”. TemplatemoImage03 La parrocchia di san Giovanni rimase sotto il patronato dei Martinengo Colleoni anche dopo l’erezione in contea del feudo di Malpaga e Cavernago; i Conti avevano perciò il diritto di nominare un sacerdote per la cura delle anime, retribuendolo adeguatamente, ma avevano anche il diritto di rimuoverlo a loro discrezione. Gli abitanti della contea “in età di comunione” erano 125, cui andavano aggiunti i bambini non ancora ammessi ai sacramenti.

La Situazione Attuale

Attualmente Cavernago e Malpaga costituiscono due parrocchie distinte, anche se gestite da un unico sacerdote. Le due chiese, seppur rinnovate, sono rimaste quelle che, nel corso dei secoli, gli abitanti di Malpaga e Cavernago hanno frequentato. Nella chiesa di Malpaga, solo alcune tracce di “archetti pensili in cotto, gli stipiti del portale con stemmi colleoneschi, la cappella di destra e gli affreschi in essa rintracciati nel 1933” sono quanto rimane dell'originale chiesa quattrocentesca. Nel 1930-31 vennero “ripristinati i soffitti e gli archi trasversali a ogiva, con I'intervento del pittore Umberto Mirigliani, dello stuccatore Francesco Aiolfi e del decoratore Michele Frana”, il quale restaurò pure gli affreschi riscoperti nel 1933. La chiesa restaurata venne consacrata, sempre con il titolo di S. Giovanni Battista, il 3 settembre 1932 dal vescovo coadiutore Adriano Bernareggi. All'interno, si possono ammirare alcune interessanti tele, tra cui un S. Sebastiano, che può “essere collocato nell'ambito di Giulio Cesare Procaccini, della fine del'500”, e la pala della Madonna del Rosario, firmata da Gian Paolo Cavagna (m. 1627), in cui sono ritratti alcuni membri della famiglia Martinengo Colleoni. Tra le opere più recenti, “il quadro di S. Anna e i Misteri del Rosario di Natale Morzenti (1934)”. Molto interessanti sono anche il pregevole tabernacolo del '5-'600, e “l'altare maggiore in marmo nero lavorato a specchiature in macchia vecchia”. Il campanile, con “severa torre in conci regolari d'arenaria” fu rialzato nel 1934 a opera dell'ingegner Luigi Angelini; in antico portava solo due campane, sostituite da un concerto di 5 bronzi nel 1903. “Dopo la guerra, il concerto fu reintegrato con due campane che furono consacrate dal vescovo Adriano Bernareggi il 6 agosto 1948”. Nel 1959 venne leggermente ridimensionato il secentesco portichetto sulla facciata, ancora per intervento dell'ing. Luigi Angelini. La chiesa di S. Marco a Cavernago fu invece riedificata dalle fondamenta per iniziativa del conte Francesco Martinengo Colleoni, e consacrata dal vescovo Giovanni Emo nel giugno 1622. La sobria facciata è ornata da un bel portale in arenaria, sormontato da una elegante finestra serliana. Al suo interno sono conservate alcune tele del '600 (un Angelo custode del manierismo lombardo) e del'700 (la Madonna del Suffragio di Vincenzo Orelli - 1772); interessanti anche le tavolette con i Misteri del Rosario (1600). La chiesa di S. Marco fu restaurata nel 1942, e successivamente ancora nel 1979. In entrambe le chiese si conservano preziosi paramenti e arredi sacri, dovuti in parte alla generosa devozione dei feudatari Martinengo Colleoni.